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Il coraggio del vivere Cos'è il coraggio del vivere? Molti pensano che sia coraggioso scalare una montagna, andare in guerra e sparare, dormire al buio, affrontare un rivale palesemente più forte, ammettere i propri errori dinanzi a un giudizio critico. E' vero, questi tutti sono atti di coraggio. Tuttavia, io penso che talvolta sia un atto di coraggio anche il solo vivere. Quando non hai avuto le carte buone all'inizio e ti tocca mescolare di nuovo e tentare la sorte.
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A raffica Devo precedere il tempo, l'attimo in cui questo improvviso fuoco, lo so, si spegnerà d'un soffio, ma è la magia di questo momento, il sapere di averti trovato, che probabilmente, anzi sicuramente sei tu, ma forse non lo sei e io lo scoprirò presto e ho paura, ma ora non devo avere paura, devo solo pensare a quanto sarebbe bello se fosse vero, se tutto finora mi avesse condotto in parte a te. Ci accomuna tutto o molto, o quel tanto che basta, che il mio istinto magico, quasi, o quantistico, come preferisci, mi suggerì la prima volta che ti vidi. E poi l'energia immensa che mi hai trasmesso oggi, indescrivibile, non c'è stato contatto fisico alcuno, solo sguardi rapidi e io sono caduta prigioniera di questo sogno che forse durerà poche ore e poi scoprire chi sei e cosa fai , una sorpresa e una conferma che il mio istinto non si sbaglia mai. Ma il tempo passerà e io spaccherò il sogno, lo ridurrò a brandelli e ciò che non vorrei sapere forse saprò.  Io so...
La pioggia cade come le parole della prof. Gli studenti sono presenti e assenti. I libri sono interessanti e inutili. Le aule sono piene e vuote. Le luci sono accecanti e deboli. L'aria è afosa e fredda. E' la generazione dei perdenti. Non si fanno domande, si accettano risposte. Le richieste sono ferme alla stazione del non serve. L'educazione alla tolleranza e all'uguaglianza, al rispetto e al dovere, sono fonemi che danzano nelle aule, rimbalzano, fanno eco  per poi svanire al suono della campanella. Nell'aula gli insegna ciò che è giusto, la prof, perchè la vita lo trasformi in un nonsenso. Nulla ha senso fuori dall'aula. E' la generazione del relativismo. Non ci sono schemi, non ci sono regole universali. Ogni parola della prof è confutabile dalle regole del tutto è inutile. La pioggia cade come le parole della prof, mentre gli studenti annegano nello tzunami dell'online. Sono impermeabili alle parole, ma annegano nei so...
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Dalla mia raccolta, il racconto più breve. SENSO DI COLPA   L a trovai fuori al balcone seduta. Lo sguardo perso verso una calda notte partenopea. Il braccio sinistro disteso sulla ringhiera e su di esso si appoggiava a elle l'altro braccio. A ritmi lenti, ma intensi, sotto lo scollo della maglia blu scuro, si gonfiava il suo petto voluminoso e ancora piacente. Le gambe raccolte e incrociate sotto la sedia, scoperte dal ginocchio in giù, erano grosse e percorse da strade tortuose di vene varicose. La collana e gli orecchini vistosi, scintillavano al riflesso della luce della camera da pranzo. Le unghie delle mani, erano perfettamente curate e laccate di rosso.  - Mamma! - dissi con un filo di voce. Lei esitò a guardarmi. Capii, perché la conoscevo bene, che non aveva versato lacrime esterne, ma che aveva pianto a dirotto dentro di sé. Mosse le labbra come faceva lei per sistemarsi quella dentiera che ogni tanto si staccava. Mi guardò appena senza vedermi. Fo...
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Prime pagine del racconto: La Luna e il Sole tratto da "Racconti di Donne" di  Emilia Capasso LA LUNA E IL SOLE   A te   Mi sei apparso come un sole rovente  mentre mi gelavo nella mia tomba.  Mi hai riscaldato e sono rinata.  Tendo la mano tremante, ma sei irraggiungibile.  Come la luna e il sole siamo separati in eterno.  Per un attimo io ti vedo e mi deve bastare.  Soffro, perché anche questo è amore.  Amore è, desiderio insoddisfatto.  Dove sei stato fino a quel giorno io lo ignoro.  Di questa mia esistenza ignoro tutto.  E ora che in parte ne fai parte, sono felice di essere nata.   Verso il buio La Porche nera percorreva a velocità moderata le stradine tortuose che collegano Rio Maggiore a Lerici. Alla sua sinistra s’innalzava il ripido promontorio. Alla sua destra la vista precipitava sul Golfo di La Spezia, calmo, docile, piatto come una tavola spennellata. Era una sp...
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Teaching Insegnare. Trovarsi davanti decine di studenti che sono adulti o quasi adulti. Riuscire a dargli una speranza, riuscire a trasmettergli entusiasmo, quando si fa lezione in un'aula fredda, scardamente illuminata, senza le moderne tecnologie come una LIM o almeno un lettore CD. Quando hanno cambiato tanti insegnanti, quando ripetono la stessa grammatica dalle medie, quando il problema principale è l'acquisto dei libri o arrivare in orario perchè si abita lontano. E cercare di non essere ripetitiva, perchè la morale del' "L'inglese vi servirà per un lavoro", la sanno a memoria. E molti di loro, dovrebbero essere già nel mondo del lavoro da un bel pò. Sono alti, barbuti, hanno le loro idee e quel senso di noia che ogni buona scuola italiana sa ben trasmettere.  Mi aspetta una dura salita. Ma la cima la vedo.
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L'istante L'istante è una folata di vento. E' un pensiero pensato e dimenticato. Una parola non detta e poi custodita nel cuore. Un tendere la mano e vedersela rifiutare. In un istante si impara a respirare e in un istante si dimentica. In un istante si gioisce, in un istante si tocca il fondo. Il tempo e le ore non hanno senso, se non in una collezione  quasi impercettibile e metafisica di istanti. Non hai il tempo di sentirli, di immergerti nella loro potenza, che sono già spariti e ti chiedi se siano mai passati sul tuo cammino. Posso amare odiare credere bestemmiare cadere immaginare desiderare, tutto in un istante. Solo in esso sento di vivere, per questo a volte penso riavvolgendomi come un serpente su me stessa: al rischio di perdermi felicemente in una follia incomprensibile di istanti. E.Capasso 15 settembre 2015.