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Storia dei miei capelli ricordo n°11 (penultimo) Guardo quello schermo piccolo che impietosamente mostra dei fili sottili, lunghi, neri e distanti su uno sfondo grigiastro: sono i miei capelli. La dottoressa simpaticissima e cordiale come tutte le persone che ti devono estirpare soldi a mappate, mi sta illustrando quello che già so: ne ho pochi e radi e che se fossi andata prima da loro nei avrei salvati molti altri. "Brava," penso. "Ma ora che si fa?"
Mi spiega che i miei capelli, contrariamente a quelli "normali" hanno una durata di vita inferiore ai 5 anni e che ogni volta che rinascono sono sempre più sottili, fino a diventare una peluria e poi a sparire del tutto.
"strano, non me ne ero accorta.."
Sono comunque decisa a intraprendere questa cura. Ho 40 anni e tra un po' rischio la calvizie. Per farlo dovrò acquistare un apparecchio a infrarossi che stimolerà la crescita e rinforzerà i capelli rimasti. Poi dovrò mettere un prodotto p…
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Storia dei miei capelli
Ricordo n°10 E' il giorno del mio matrimonio. Lo sanno in parecchi tranne il mio parrucchiere Philip, a lui non l'ho detto. Lui sa solo che deve pettinarmi come meglio riesce. Philip è simpatico. Ha un nome inglese perché sua madre è inglese e ha vissuto praticamente tutta la vita in Inghilterra. Non so davvero per quale motivo folle abbia deciso di trasferirsi in un paese anonimo come Rocca d'Evandro l'ultima provincia di Caserta prima di sfociare nella Ciociaria. Philip è bravo a tagliare i capelli, a volte parliamo in inglese, anche se non ha tanta voglia di parlare.
E' moro, magro con una barbetta fine. La cosa che odio di lui è che talvolta mi mette in testa l'asciugamano ancora umida. Purtroppo il suo negozio è in una zona nascosta tra i vicoletti del paese dove il sole non si affaccia quasi mai, per cui penso che farebbe meglio a comprare delle asciugamani in più per le sue clienti. O forse riserva quelle belle asciutte per le…
Elena Ferrante tetralogia L'amica geniale Storia del nuovo cognome Storia di chi fugge e di chi resta Storia della bambina perduta


Come recensire la tetralogia di Elena Ferrante omettendo particolari sulla trama degna dei migliori romanzi dell'ottocento?
Ci provo.
Inizio con il parlare di Lila Cerullo, lei, la vera amica geniale, lei che da bambina impara a leggere da sola, lei che iscrive tutta la famiglia in biblioteca per poter usufruire di più libri possibile, lei che riesce in tutto ciò che desidera, che sa manovrare le persone, che attrae ogni uomo che incontra, che senza sforzo apparente gestisce, fa e disfa. Un personaggio di cui certamente si riempiranno i libri di critica letteraria, perché alla fine resta un grande mistero. Lo stesso titolo del primo libro della tetralogia, "l'Amica geniale" è ambiguo, poiché mentre nel romanzo è Lila a definire così la sua amica Elena Greco, spingendola più volte a seguire il suo sogno di diventare scrittrice, si sco…
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Storia dei miei capelli ricordo 9
Siamo a pranzo da mio zio Vittorio che ha da poco acquistato un appartamento alla periferia di Napoli, un piano terra con giardino e avendo lo spazio necessario, ha invitato sua sorella mia madre, e suo fratello Enzo con le rispettive famiglie.
Io mi presento con una parrucca nera, taglio fine anni 80, molto cotonata. Ci ho messo giorni per decidermi a comprarla, per non parlare dell'indossarla. Dover superare l'ostacolo dello sguardo misto tra curiosità e incomprensione di ogni conoscente mi terrorizza. Le persone a Napoli sono tanto buone quanto impiccione, di ogni cosa devono sapere. Insomma, dovrei spiegare a ciascuno cosa ci faccio con una parrucca in testa, che non è nemmeno una delle migliori e ancora una volta mi manca il sostegno più importante: quello di mia madre e di mio padre. Ho sempre vissuto questo problema da sola, come se fosse una mia invenzione. Quindi, devo affrontare la cosa da sola.
Le mie cugine mi accolgono sgrana…
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Cari Giada, Lorenzo e William,
nella vita incontrerete tante persone. Alcune di queste vi diranno che la vita è breve e occorre divertirsi che se non cogli l'attimo sei un incapace che sognare non serve i sogni sono per i perdenti meglio stare sempre con i piedi per terra e ragionare e razionalizzare ogni evento.
Vi diranno che l'amicizia è un'apericena e due salti in disco poi ci si vede quando si può.
Vi diranno che piangere non serve a nulla che il tempo guarisce ogni ferita, quindi meglio dargli un'accellerata rimuovendo ogni pensiero triste.
Vi diranno che una donna vale l'altra tanto sono tutte pazze
vi diranno che un uomo vale l'altro tanto sono tutti stronzi
Vi diranno che l'amore non dura per sempre che prima o poi ci si stanca che il tradimento è un evento normale, perché l'uomo è cacciatore e la donna rompiballe.
Vi diranno che le donne o sono sante o sono prostitute che occorre sposare le prime e trombare le seconde
e vi diranno che u…
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Storia dei miei capelli

ricordo 8

Prima di partire per l'Inghilterra, c'è stato un episodio non da poco, che però io ho archiviato in pochissimo.
Dovete sapere che a Napoli negli anni ottanta, ci si fidanza seriamente dai 14 anni in su. Siccome io nel 1987 ho 17 anni, sono circa 3 anni che le conoscenti di mia madre le chiedono (invece di farsi i cavolacci propri) se sono fidanzata e mia madre puntualmente risponde che devo pensare a studiare, come se le due cose fossero inconciliabili. Io ormai sto prendendo le distanze dal ''popolarismo arcaico'' del mio quartiere e rido sotto i baffi. Poi un bel giorno una conoscente di mia madre, poverina in cura per un tumore al seno, mi chiede di accompagnarla in ospedale per una seduta di chemio. Io non sospetto nulla, anzi devo dire che ci metterò un bel po' per avanzare la tesi del complotto, intanto mi reco con lei un pomeriggio e una volta rientrate in auto mi ritrovo un biglietto con un numero di telefono e …
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Storia dei miei capelli ricordo 7
 parte 2
La donna che mi ospita a Richmond upon Thames osserva che nella foto che ho spedito prima del nostro incontro sembro un'altra persona.
"You are very different" mi dice. E' vero. Sono io qualche anno prima, ma foto recenti carine non ne ho, così ho riciclato quella dove avevo ancora tanti capelli e non sembro una adolescente sciatta.
Cosa mi resta di quelle tre settimane: la pronuncia esatta di ''recipe" /respii/
(sono in cucina con l'uomo che mi ospita a casa sua e che sta preparando una gustosa frittata)
''I've had enough to eat''
(a tavola mento, dicendo che ho mangiato abbastanza, in realtà fa troppo schifo e preferisco digiunare)
''I've changed my mind''
(sarei dovuta uscire con le mie amiche ma poi ho preferito restare a casa) Sembrano momenti banali, invece non lo sono.
Sono arrivata in Inghilterra con l'intento di non tornare più in Italia, ma la ca…