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Dal 20 maggio disponibile online e in seguito anche in libreria. Visitate la mia pagina facebook che annuncerà tutte le novità a riguardo. https://www.facebook.com/Gallery-1668091730166069/
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Dal capitolo 6, ancora Axel                  Avrebbe voluto parlarle di quello che le era successo quel pomeriggio, magari riderci sopra per sminuirlo, ridicolizzarlo e dimenticarlo, ma dopo aver ricevuto quella notizia le sembrava alquanto inopportuno. Inoltre, come avrebbe mai potuto cominciare il discorso: “Sai mamma oggi ho sbagliato strada e per caso mi sono ritrovata davanti a quella galleria abbandonata e sempre per caso mi ci sono avvicinata ed è lì che ho visto due occhi malefici fissarmi dal buio più profondo”. No, quella sarebbe stata la volta buona che l’avrebbe portata di nuovo dallo psicologo. Ci era già stata qualche tempo dopo che suo padre le aveva lasciate e non era stato affatto piacevole. Ricordava bene quel dottore che la guardava dritto negli occhi senza sorridere mai, con quegli occhiali appoggiati sulla punta del naso largo, l’aria annoiata e saccente. Ciò che la intrist...
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Nell' attesa che Gallery arrivi in libreria, ecco la descrizione della mia piccola, amata Axel: " Axel era una ragazzina mora, snella, con i capelli corti sempre spettinati come se si fosse appena svegliata. La sua abitudine di attorcigliarli in continuazione tra le dita, per timidezza o forse per nervosismo, faceva sì che restassero sparati come punte elettrizzate. Nel suo stile di abbigliamento prediligeva il colore nero: maglie, jeans, scarpe, giubbotti; mai vista con un colore diverso. Portava un piercing al naso e tre all’orecchio sinistro. Gli occhi erano marcati profondamente da un eyeliner, unico peccato di vanità al quale aveva ceduto dopo essere stata scambiata più volte per un ragazzo. La sua apparente androginia veniva però smentita dal suono della sua voce: delicata, sottile e timida, che permetteva di intuire una femminilità non ancora sbocciata."
COME STERMINARE LA PROPRIA FAMIGLIA NELLA SERA DI NATALE E PARTIRE SERENI PER LE BAHAMAS (parte 11) Sono da circa dieci minuti dinanzi alla vetrina del mio negozio d'abbigliamento preferito. Non sono interessata ai vestiti, piuttosto osservo con grande attenzione i prezzi. Nella mia mente disturbata dialogo con un'amica immaginaria: -Quale prezzo ti piace? -Direi quello sul manichino a destra. -Anche il prezzo sul manichino a sinistra non è male! -Sì, ma risparmi 3 euro. Eh sì, se le persone potessero ascoltare i miei pensieri, credo che il tempo di fare un numero e la sirena dell'ambulanza non tarderebbe a farsi sentire! Finirei in una camera bianca su un letto bianco e davanti a me un medico e due infermiere vestite di bianco mi urlerebbero in faccia: “Qui non è il paradiso! Qui non è il paradiso! Qui non è il paradiso! Ma all'inferno delle verità io mento col sorriso!” Ebbene sì, noi sopravvissuti ai cartoni animati giapponesi dove i protag...
COME STERMINARE LA PROPRIA FAMIGLIA NELLA SERA DI NATALE E PARTIRE SERENI PER LE BAHAMAS (parte decima) Camminare per le strade di Napoli il 24 di dicembre è un attentato al sistema nervoso. Se già normalmente i corsi principali sono brulicanti di auto, moto e autobus, alla Vigilia di Natale il tutto va semplicemente quintuplicato. Se alcuni napoletani si fermassero a riflettere, in quel giorno abbandonerebbero l'auto nel garage e se la farebbero a piedi, risparmiando un mucchio di tempo. Ma il napoletano standard è pigro. Anche solo per mezzo chilometro prende la macchina, anche se poi passerà mezzora per trovare parcheggio, per poi infilarla tra un bidone della spazzatura e un materasso abbandonato, lasciando solo due cm liberi per lato. Nel caso fosse necessario provvederà lui stesso a spostare eventuali oggetti che gli impediscono di parcheggiare. In fondo, l'arte dell'arrangiarsi l'abbiamo inventata noi. Ricordo che anni fa, avevo parcheggiato la mia 500...
COME STERMINARE LA PROPRIA FAMIGLIA NELLA SERA DI NATALE E PARTIRE SERENI PER LE BAHAMAS parte nona Alle dieci e trenta di sera, con il trucco ormai dileguato (ma perché truccarmi se poi passo il tempo dietro una mini-scrivania e uno schermo PC?), le gambe con la circolazione da traffico in tangenziale, una fame che avrei sbranato un mega panozzo extralarge, varco la soglia di casa. Nei miei sogni che superano ogni umana comprensione, ad attendermi ci sarebbe stato un bel modello da copertina, muscoloso quanto basta, camicia bianca aperta completamente per mostrare quanto la natura sia stata benevola con lui, sorriso malizioso, braccialetto al polso destro, profumo di pelle maschia e di ormoni a mille, infine la sua mano lunga, snella, calda che mi accompagna sul divano. Mi toglie le scarpe incurante del lieve odore di sudore, comincia a massaggiarmi i piedi, li bacia, li mordicchia, poi sale verso i polpacci e ancora più su e poi... E poi maledizione a me! Mi ritrov...
COME STERMINARE LA PROPRIA FAMIGLIA NELLA SERA DI NATALE E PARTIRE SERENI PER LE BAHAMAS parte otto Stavo riflettendo sul momento in cui avevo cominciato a sviluppare un latente istinto omicida. In pratica nella mia mente tutti i miei parenti erano già belli e sotterrati sotto un metro circa di terra con tanto di lastra in marmo e vasetto di fiori mosci e maleodoranti. Sapevo che era immorale e peccaminoso pensarlo, che sarei finita all'inferno insieme a Gengis Khan, Hitler e Barbara d'Urso, tuttavia, proprio non riuscivo farne a meno. Era una sorta di giustizia ipocrita ad personam. Nel mio caso necessaria come le democrazie. Vi presento ora mia cugina Jessica, alias Assuntina Caputo, secondo nome Jessica. Alta un metro e 78, fisico asciutto con quarta di seno, capelli da copertina di moda, labbra carnose naturali, naso quasi invisibile. E per finire gli occhi, come potevano essere? Azzurri, no? Lo so, lo so che tutto ciò non è frutto di determinazione, cara...